Odio l’attesa

Di solito sono una persona che, se deve fare una coda, si mette pazientemente in attesa del suo turno. Ma normalmente le code che dobbiamo fare sono di cinque, sei persone, con un’attesa che, nella peggiore delle ipotesi, non arriva alla mezza giornata. Eppure, nelle sale di attesa delle nostre città, negli uffici postali, addirittura al banco della gastronomia al supermercato, nel corso della nostra vita “normale” vediamo persone “sane” che dopo pochi minuti iniziano a controllare nervosamente l’orologio, e poco dopo, insofferenti, iniziano a lamentarsi, magari anche ad alta voce.

Immaginate ora una una fila di 50 persone con il display luminoso che vi dice “tempo di attesa UN ANNO”. Pensate a una coda di 500 persone che sanno di dover aspettare tre anni e mezzo. Impossibile? Irreale? Accade oggi, in Emilia-Romagna, dove circa 1.000 cittadini sono in coda, tecnicamente si dice “in lista di attesa”, di un trapianto, unica terapia che potrà restituirli a una vita normale.

Provate, per un attimo, a immaginare la vita di queste persone che, senza aver commesso nessun reato sono costretti a una sorta di “arresti domiciliari”, non possono vivere una vita normale, non possono programmare una vacanza, sono costretti a una sorta di “obbligo di firma” in Ospedale per sottoporsi a continui esami, terapie, lunghe ed estenuanti sedute di dialisi. Pensate alle famiglie di queste persone, alla loro vita, sconvolta nei ritmi e nelle “normali” abitudini da una estenuante attesa.

Una situazione terribile alla quale esiste un solo rimedio. Per eliminare questa lunga e odiosa coda sarebbe sufficiente che, nella nostra Regione, un terzo dei cittadini maggiorenni si esprimesse a favore della Donazione di Organi, Tessuti e Cellule. Ma, a dispetto delle statistiche che ci dicono che un terzo dei cittadini maggiorenni dell’Emilia-Romagna sono favorevoli alla Donazione di Organi, il traguardo minimo è ancora lontano. Sono ancora troppi quelli che davanti al problema fanno spallucce, pensano che ci sia tempo, lasciano la decisione nelle mani dei loro congiunti, “dopo”.

Per dare una speranza a quelli che, con la vita appesa a un filo, guardano con speranza la coda che li precede dobbiamo tutti decidere, ora. Facciamolo in Comune, quando rinnoviamo la Carta di Identità, dichiariamolo alla nostra USL, iscriviamoci all’A.I.D.O., decidiamo ORA! In questo modo possiamo eliminare questa lunga ed estenuante coda che, francamente, ODIO.

 

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